UN BREVE APPROCCIO AL NERVOSISMO NELLA PERFORMANCE
Posted by Mariana Scaravilli on Sep 8, 2017

 

La questione è emersa negli incontri personali: come affrontare l’ansia da performance? Questo viene comunemente chiamato panico da palco.

Nel prepararsi per una performance bisogna affrontare questioni sia immaginarie che genuine, sia performance-personali sia performance-esterne. Quindi abbiamo, inizialmente, quattro aree da prendere in considerazione:

            Personale-genuina (interna e funzionale).
            Performance-genuina.
            Personale-immaginaria (interna e funzionale)
            Performance-immaginaria. 

Anche se ogni singola performance avviene in un periodo di tempo relativamente corto, le risonanze storiche e le aspettative hanno un effetto potente.

Paure Personali Genuine

Io, personalmente, sono nervoso prima di una performance se….

Non ho fatto pratica con il mio strumento
Non ho praticato il repertorio; se improvviso, non ho strategie iniziali da impiegare come punti di inizio se l’immaginazione e/o l’ispirazione fallissero.
Non ho accordato il mio strumento.
Non ho controllato la mia attrezzatura (anche quando lo faccio, a volte gli strumenti fanno cilecca).

Queste sono paure personali genuine (funzionali). Le paure personali genuine (interne) sono in relazione con il nostro stato e la nostra condizione di insieme: emozionale, di salute psicologica e fisica; e l’affidabilità/intensità della nostra pratica.

Espresso positivamente, quanto sopra rappresenta i requisiti minimi per affrontare il palco con fiducia. Poi, prima di salire sul palco mi raccolgo e faccio appello alla Musa.

Paure Genuine Relative Alla Performance

Lo spazio della performance: tipo e grandezza – all’aperto, stadio, palazzi dello sport, teatri da concerto e da prosa, rock club, bar. Acustica. Visuale. Disposizione (per i flussi di traffico). Palco (piatto o su più piani). Backstage – è possibile praticare/prepararsi?
Convenzioni e tradizioni culturali (es. Giappone, Europa, Nord e Sud America).

Convenzioni e tradizioni della performance: concerto, recital, intrattenimento, Vegas, burlesque, celebrativo, ballo campestre e folk informale, rock & roll.

Il pubblico: stato – ubriaco, sobrio, drogato, passivo, estroverso, che fuma, che pretende, allenato, maturo, adolescente, aperto – chiuso. I “diritti” del pubblico – fotografie e registrazioni, disprezzo della cortesia e delle buone maniere.

L’industria. Promozione e pubblicità: se l’evento è mediato dal commercio, la pubblicità è onesta? La promozione genera aspettative inappropriate? Attira il pubblico “sbagliato”? Evento mediato commercialmente o spettacolo di beneficenza?

Nell’insieme: la compatibilità tra musica, musicista, pubblico, spazio della performance & industria.

Paure Personali Immaginarie

Molti di noi hanno avuto esperienze sfortunate o improprie da bambini. I bambini sono eccezionalmente sensibili e interiorizzano gli eventi (specialmente quelli negativi), alcuni dei quali continuano ad avere effetti e a tormentarci nella vita adulta. Esempi di messaggi negativi: non riesci a fare niente di buono; non riesci a prendere decisioni; sei un fallimento; non hai talento; sei un gradasso.

Gli “adulti critici” possono continuare a seguirci nell’età adulta e minare le nostre attività correnti. Come affrontiamo tutto questo? Un approccio, raccomandato diverse volte durante questo corso, è questo:

Esterniamo il messaggio negativo interiorizzato scrivendo la storia del bambino, come se fosse un bambino che desideriamo conoscere meglio e amare più profondamente. Non formuliamo alcun giudizio e affrontiamo la storia con imparzialità. Approfondendo la conoscenza di questo bambino, scopriamo ed esterniamo la situazione che ha avuto un effetto traumatico, e mettiamo questa situazione al di fuori di noi stessi. A questo punto, in quanto adulti, abbiamo i dati e le informazioni da elaborare. Riflettendo su queste informazioni, possiamo prendere decisioni adulte e fare scelte adulte, e redimere le conseguenze dell’evento/i che rimangono fortemente presenti; anche se la situazione e il contesto sono ora molto diversi.

Ad esempio, se al bambino di età dai cinque ai sette anni è stato detto ripetutamente che “non riusciva a fare niente di buono”, potremmo oggi rifiutarci di accettare che questa sia un’informazione accurata, affidabile e/o rilevante per la nostra vita adulta; e opporvi la nostra carriera affermata e il successo continuo nel nostro campo specifico come persona matura.

Per esempio, se ci veniva detto da bambini che non potevamo/dovevamo prendere decisioni da soli, possiamo accettare o meno che questa sia un’informazione valida per il bambino (a seconda delle circostanze specifiche); ma possiamo rimuovere l’ingiunzione dalla nostra vita adulta, e riflettere sulla nostra esperienza adulta; come persona competente nel prendere decisioni, perfettamente qualificata a giudicare le situazioni nel nostro migliore interesse e ad agire di conseguenza.

È necessario, per allentare la stretta del “comando”, perdonare chi ce lo ha imposto. Questo è un processo più lungo.

Paure Immaginarie Relative Alla Performance

Inesperto: quando il performer inesperto non ha una base reale per formare giudizi affidabili.

Esperto: quando il performer esperto vive nella fantasia e nell’illusione o vicino ad esse: un allontanamento progressivo dalla vita di tutti i giorni, conseguenza di fama e celebrità; fino a che punto il performer viene manipolato dal management e/o dall’industria come strategia di controllo; crede alla loro stampa; ha problemi di abuso di sostanze.

Altre Paure Legittime

Queste includono paure riguardo il contesto più ampio della performance, che vanno al di là del singolo evento specifico in esame. Paure pratiche e legittime includono…

Musicisti. Altri musicisti con cui lavoriamo, in particolare quando hanno problemi con l’uso di sostanze, illusioni sul carisma personale, usano la performance come un mezzo per attrarre partner sessuali, hanno problemi emotivi e psicologici profondamente radicati, questioni di giochi di potere e strategie di controllo, risentimento e gelosia nei confronti di altri membri della band, la convinzione che il mondo non abbia pienamente riconosciuto il loro valore e contributo, e/o l’ambizione di diventare ricchi e famosi, un disastro quando li ascolti.

Industria. Management, chi controlla gli interessi economici della band; agenti e promotori; e la casa discografica. Ci sono spesso conflitti d’interesse e obiettivi contrastanti tra il performer e l’industria.

Pubblico. La mentalità dei fans e le loro pretese, richieste e aspettative poco realistiche. Molestatori e disturbati che appaiono e ritornano attraverso gli anni. La risonanza empatica del pubblico verso l’atteggiamento del performer: se il performer appare nervoso allora anche il pubblico probabilmente diventerà nervoso.

Tutti questi fattori, nel loro complesso, avranno risonanza all’interno del singolo momento-performance.

Questa è una panoramica molto breve del “panico da palco” e delle paure legittime relative alla performance. Non ho menzionato qui, per esempio, gli effetti sulla performance dei Tour e degli spostamenti continui.

Lunedì 30 maggio 2005
Villa Mercedes /  Padres Claretianos, Los Molinos, Spagna

 

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