NOTARE
Posted by Mariana Scaravilli on Sep 7, 2017

 

I

La tipologia più potente del notare la troviamo quando qualcosa ci arriva dal nulla e salta fuori dal niente: è un momento creativo.
Anche se ogni oratore che miri al successo sa che non deve mai usare la parola hiparxis, ciò non di meno il notare è un evento hiparchico. Non c’è nulla che ci conduca a questo momento, quando vediamo qualcosa o qualcosa ci parla direttamente, in un flash, in un istante . Questo momento istantaneo, anche se dura magari un secondo solo, continua a risuonare, forse addirittura per il resto della vita. In questo momento non siamo separati dal soggetto/oggetto del nostro notare. Un altro modo per spiegarlo: Il notare è un momento creativo. Cito il commento di George B. quando ha presentato l’argomento lunedì: una tipologia del notare è quando l’ordinario diventa straordinario.

Il notare è anche un’attività, e può essere descritta con una tetrade, attribuendo quattro diverse qualità al notare…

Creativo

Professionale                           Cosciente 

Automatico

Il notare automatico: ciò che notiamo conferma i nostri pregiudizi e le nostre opinioni. Cioè, notiamo ciò che conosciamo già e non riusciamo a notare nient’altro che questo.

Il notare attratto: la nostra attenzione viene attratta. Un esempio è il notare professionale. Notiamo ciò che già conosciamo, ma abbiamo l’opportunità di  coinvolgerci intenzionalmente.

  1. Dirigiamo l’attenzione in modo da interagire con ciò che è stato notato.
  2. Dirigiamo l’attenzione per vedere quello che c’è, sia come profondità che come contenuto.
  3. Notiamo, prendiamo atto e registriamo il nostro notare. Cioè, consolidiamo nella nostra pratica una procedura di base per ottenere il massimo da questa opportunità.

Il notare cosciente: vediamo uno schema e le connessioni. Abbiamo una pratica che facilita e supporta i momenti nei quali notiamo. Senza il notare, non c’è auto-osservazione, anche se il notare va oltre.

Il notare creativo: notiamo ciò che non conosciamo. Tali momenti dirigono il corso della nostra vita.

 

II

Dov’è la nostra attenzione, noi notiamo. Il notare impegna l’attenzione.
Cosa viene prima?

Notiamo le discontinuità. 

Allora, cosa facciamo quando notiamo? È bene avere una strategia di base pronta per quando notiamo: il processo è: accorgersi, prendere nota e registrare.

Notare è un dono. Questo è impossibile da capire. Come, perché una Benevolenza Creativa senza fine, senza limiti, dovrebbe protendersi verso di noi e prenderci in confidenza?

Se notiamo che qualcosa è necessario, siamo chiamati a curarcene; e per metà impegnati a farlo. Ma, anche se può esserci necessità, non c’è obbligo.

 

9 Giugno 2010
Purgatorio, Camp Caravan
Royalston, Massachusetts.

 

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